VERSO UN’ARCHITETTURA ORGANICA SAGGIO SULLO SVILUPPO DEL PENSIERO ARCHITETTONICO NEGLI ULTIMI CINQUANT’ANNI
- Il libro è uno dei manifesti teorici dell’architettura moderna italiana del dopoguerra. Zevi analizza l’evoluzione dell’architettura degli ultimi cinquant’anni e sostiene la superiorità dell’architettura organica, concepita come un’architettura che nasce dai bisogni dell’uomo, dal rapporto con l’ambiente, dalla funzione e dallo spazio vissuto.
- Il volume esce nel 1945, pochi mesi dopo la fine della Seconda guerra mondiale. L’Italia deve affrontare la ricostruzione materiale e culturale delle città distrutte. In questo contesto Zevi propone una nuova visione dell’architettura, lontana sia dal monumentalismo del regime fascista sia dagli schemi accademici tradizionali.
- La domanda di fondo del libro è: come costruire il mondo nuovo dopo la guerra? Per Zevi la risposta è nell’architettura organica, che mette al centro l’uomo e la qualità dello spazio abitato. Il testo segna l’inizio della sua lunga battaglia culturale contro il classicismo e a favore dell’architettura moderna.
I riferimenti principali sono:
- Frank Lloyd Wright, considerato il massimo interprete dell’architettura organica;
- il dibattito con il razionalismo europeo e il funzionalismo;
- le esperienze del Bauhaus;
- figure come Walter Gropius, Alvar Aalto e Le Corbusier.
Contestualizzazione storica
Importanza dell’opera
- Primo grande libro teorico di Zevi.
- Testo fondamentale per la diffusione dell’architettura organica in Italia.
- Anticipa temi che svilupperà successivamente in Saper vedere l’architettura.
- È considerato uno dei documenti chiave della cultura architettonica italiana del secondo dopoguerra.




