TEMPO DI UCCIDERE
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Fu il primo libro a vincere il Premio Strega (1947)
Tempo di uccidere non è solo l’esordio narrativo di Ennio Flaiano, ma un punto di rottura fondamentale nella letteratura italiana del dopoguerra. Fu il primo libro a vincere il Premio Strega (1947), segnando l’inizio di una delle carriere più brillanti e caustiche del nostro Novecento.
Ecco un’analisi dettagliata dell’opera e della sua prima edizione.
Ambientato durante la Guerra d’Etiopia (1935-1936), il romanzo si distacca dalla retorica bellica del tempo. Il protagonista è un ufficiale italiano che, cercando un dentista per un ascesso, si smarrisce e violenta una giovane donna etiope, Mariam. Credendola ferita a morte in un incidente successivo, la uccide per “pietà”.
Da qui inizia un calvario psicologico: l’ufficiale è tormentato dal senso di colpa e dal terrore di aver contratto la lebbra. Il deserto africano smette di essere uno scenario coloniale per diventare un paesaggio metafisico e assurdo, dove la morale naufraga nell’indifferenza della natura.
Contestualizzazione: Flaiano nel 1947
Nel 1947, l’Italia sta cercando di metabolizzare il trauma del fascismo e della guerra. Mentre il Neorealismo domina il cinema e la letteratura, Flaiano scrive un romanzo che va controcorrente:
- Antieroismo: Non ci sono eroi, solo uomini mediocri e spaventati.
- L’assurdo: Anticipa temi esistenzialisti, guardando più a Kafka o Camus che ai cronisti di guerra italiani.
- Il debutto: Flaiano era già un critico e giornalista affermato, ma questo libro lo consacra come narratore. Lo scrisse in brevissimo tempo (circa tre mesi) su pressione dell’amico editore Leo Longanesi.














