SQUADRISMO FIORENTINO
- Il testo è una cronaca memorialistica e apologetica delle origini e delle azioni del movimento fascista a Firenze e nel territorio toscano. Descrive nel dettaglio l’organizzazione delle squadre d’azione (le “Camicie Nere”), le spedizioni punitive, gli scontri di piazza e le rappresaglie avvenute nel periodo che va dal “Biennio Rosso” (1919-1920) fino alla Marcia su Roma (1922).Pubblicato in piena era fascista (1933, Anno XI dell’era fascista), il libro ha un forte intento celebrativo e propagandistico. Rientra nel filone della cosiddetta “letteratura squadrista”, promossa dal regime per mitizzare la propria genesi e giustificare a posteriori le violenze commesse. Firenze fu un centro nevralgico dello squadrismo italiano, caratterizzato da una frangia particolarmente oltranzista e violenta (il cosiddetto “fascismo intransigente”), guidata da figure come Dino Perrone Compagni, Tullio Tamburini e Amerigo Dumini. La prefazione del libro è solitamente affidata ad Alessandro Pavolini, figura di spicco del fascismo fiorentino e futuro segretario del Partito Fascista Repubblicano, a ulteriore conferma dell’ufficialità e del peso politico dell’opera all’interno del regime.









