NEL SUD DELL’IMPERO
- Il libro è un saggio/monografia sull’Africa orientale italiana, e in particolare sui territori che facevano parte del cosiddetto “sud dell’Impero” coloniale italiano negli anni ’30. L’opera si concentra su quattro grandi aree tematiche:
- Ambiente: descrizione geografica e ambientale delle colonie italiane nell’Africa orientale (dalle coste al territorio interno).
- Problemi: analisi delle difficoltà amministrative, sociali e infrastrutturali affrontate dall’Italia nel governare e sviluppare questi territori.
- Economia: valutazione delle risorse economiche disponibili e delle possibilità di sviluppo (agricoltura, commercio, industrie locali, ecc.).
- Risorse: studio delle potenzialità naturali e minerarie del territorio coloniale.
- L’opera non è semplicemente un diario di viaggio: si tratta piuttosto di una descrizione documentata con foto e dati, frutto dell’esperienza diretta dell’autore, che lavorava presso l’Ufficio Stampa dell’Africa Orientale Italiana e fu accanto a Galeazzo Ciano durante la campagna d’Etiopia (1935-36). Questo contesto biografico suggerisce che il testo unisca osservazioni geografiche e antropologiche a una narrazione collegata alla politica coloniale italiana del periodo fascista.
- Siamo nel pieno dell’espansione coloniale italiana fascista. Nel 1936, dopo la guerra d’Etiopia (1935-1936), l’Italia proclamò la creazione dell’Africa Orientale Italiana (AOI), che comprendeva Etiopia, Eritrea e Somalia italiana.
- Negli anni ’30 il regime fascista enfatizzava il ruolo dell’Italia come Potenza coloniale e produceva vasta letteratura propagandistica e saggistica sulle colonie africane. Opere come quella di Vecchi rientrano in un filone di testi che cercano di descrivere l’Africa “dal punto di vista italiano” con notazioni geografiche, economiche e culturali, spesso con tono ottimistico o giustificativo dell’espansione coloniale.
- Bernardo Valentino Vecchi era un giornalista e ufficio stampa con esperienza diretta nelle colonie italiane. La sua opera è probabilmente basata su osservazioni e dati raccolti sul campo, con fotografie e narrazioni dirette.
Perché è significativo
- Offre una finestra diretta sulla visione italiana delle colonie nel 1937.
- Funziona sia come documento storico sia come fonte per studi sul colonialismo italiano e su come si pensava all’Africa in quel contesto politico.
- Essendo raro ormai fuori catalogo, è spesso ricercato da bibliografi, storici e collezionisti di testi di epoca fascista.




