LE FOGLIE DELL’OROLOGIO
- Si tratta di una rarità bibliografica di assoluto rilievo nel mercato del collezionismo d’avanguardia del Novecento. Le foglie dell’orologio è una raccolta di poesie e liriche scritte da Gino Gori. L’opera si inserisce pienamente nel clima culturale delle avanguardie storiche italiane degli anni Venti, muovendosi tra echi crepuscolari (che ricordano Gozzano e Palazzeschi) e forti spinte moderniste d’impronta futurista. La poetica del volume gioca con il concetto del tempo, la frammentarietà della modernità e l’introspezione lirica, traducendo in versi l’inquietudine e il dinamismo tipici del primo dopoguerra. Alcuni di questi componimenti di spicco (come Alla stazione e Limbo) vennero poi rielaborati dall’autore nelle sue fatiche letterarie successive.
- Questo libro è un oggetto di culto per i collezionisti perché porta il marchio della Casa d’Arte Bragaglia di Roma, fondata dai fratelli Anton Giulio e Carlo Ludovico Bragaglia. La Casa d’Arte (e il celebre Teatro degli Indipendenti) era il quartier generale romano del Futurismo e delle sperimentazioni teatrali, visive e letterarie più ardite d’Italia. Gino Gori ne fu uno dei massimi animatori e teorici (celebri i suoi studi sul grottesco e sulla scenografia d’avanguardia). I libri stampati direttamente dai Bragaglia avevano tirature estremamente limitate e venivano distribuiti nei circuiti intellettuali dell’epoca. Ad oggi, la presenza di questo volume è censita in pochissime biblioteche pubbliche in Italia, caratteristica che ne decreta l’estrema rarità sul mercato antiquario












