LA PESTE DI MILANO DEL 1630
Prima traduzione dal latino in volgare (italiano) ad opera di Francesco Cusan
Il libro descrive minuziosamente la terribile epidemia di peste che colpì Milano nel 1630 (la stessa narrata da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi). L’opera non è un romanzo, ma una cronaca storica basata su documenti ufficiali. Giuseppe Ripamonti, storiografo ufficiale del Duomo di Milano e testimone oculare dei fatti, analizza le cause, il rapido diffondersi del contagio, le misure igienico-sanitarie adottate, la gestione dei lazzaretti e l’impatto devastante che l’evento ebbe sulla popolazione e sulle istituzioni cittadine.
- L’Autore: Giuseppe Ripamonti (1573–1643) fu lo storiografo ufficiale della città di Milano. È considerato la fonte storica principale per gli eventi della peste manzoniana.
- L’Opera: Scritta originariamente in latino con il titolo De peste quae fuit anno MDCXXX, questa versione del 1841 rappresenta la prima traduzione in volgare (italiano) ad opera di Francesco Cusani.
- Importanza: La pubblicazione nell’Ottocento di questa traduzione riflette il grande interesse del periodo romantico verso la storia locale e la riscoperta delle fonti storiche milanesi, in parallelo al successo letterario dei Promessi Sposi di Manzoni.























