LA NUOVA GUARDIA VOLUME UNICO CELEBRATIVO 1938
- La rivista si configura come uno strumento di propaganda e analisi politica di area giovanile/studentesca. Il tema centrale è la celebrazione della giovinezza intesa come “fede” e “animo ardente”, declinata secondo i canoni retorici del tempo.
- Contestualizzazione: Il riferimento all’ “Anno XVI” (1938) e l’utilizzo di collage di articoli in lingue straniere (francese, inglese, tedesco) indicano un’ambizione di respiro internazionale, volta a spiegare o giustificare la linea diplomatica e politica del regime fascista a un pubblico di giovani intellettuali o quadri del partito.
- Significato dell’Esemplare: La dedica in apertura trasforma questo oggetto da semplice raccolta periodica a “volume unico celebrativo”. Essendo una raccolta dedicata espressamente al fondatore, ha una funzione di memoria interna: serviva a cristallizzare il lavoro svolto dalla redazione durante l’anno di debutto, sancendo il legame tra il leader (Balducci) e il suo collettivo.
- La rivista “La Nuova Guardia” non aveva un “editore” nel senso commerciale moderno di una casa editrice privata esterna, ma era espressione diretta dell’apparato organizzativo dei G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti) di Bologna.
- Ecco alcuni dettagli importanti per inquadrare meglio il ruolo di Ezio Balducci e la natura della pubblicazione:
- Organo dei G.U.F.: La rivista nacque come foglio volante e successivamente divenne un supplemento del periodico “L’Assalto”, che era l’organo ufficiale dei G.U.F. bolognesi.
- Ruolo di Ezio Balducci: Ezio Balducci, figura politica attiva nel contesto universitario bolognese e successivamente importante esponente della politica sammarinese, non era l'”editore” (inteso come proprietario di una testata commerciale), ma il direttore e animatore della pubblicazione. La dedica che possiedi sottolinea proprio questo suo ruolo di guida (“dirige”) e l’appartenenza alla redazione che ha prodotto la raccolta.
- Contesto editoriale: Queste pubblicazioni erano strumenti di propaganda del regime e venivano gestite internamente dai circoli universitari, spesso con il supporto logistico delle istituzioni universitarie stesse o di tipografie legate al PNF (Partito Nazionale Fascista).
- In sintesi, il “proprietario” o l’ente che ne curava la diffusione era il G.U.F. di Bologna, mentre la direzione era affidata a figure di spicco del movimento studentesco fascista, tra cui Ezio Balducci. La copia in vendita è un esemplare celebrativo, autoprodotto o commissionato dalla redazione stessa per celebrare il lavoro svolto durante il primo anno di attività.
















