LA BUFERA E ALTRO
- “La bufera e altro” è la terza grande raccolta poetica di Eugenio Montale, considerata il vertice della sua maturità artistica. Il libro raccoglie i componimenti scritti tra il 1940 e il 1954 ed è diviso in sette sezioni (tra cui Finisterre, Dopo, Intermezzo, Silvae).
- I temi centrali dell’opera sono: La guerra e la catastrofe: La “bufera” del titolo è una chiara metafora della Seconda Guerra Mondiale, ma anche della “guerra fredda” e della crisi cosmica e storica dell’uomo. Le figure femminili metafisiche: Domina la figura di Clizia (pseudonimo di Irma Brandeis), la donna-angelo portatrice di una possibilità di riscatto spirituale e intellettuale, a cui si affiancano Mosca (la moglie Drusilla Tanzi) e Volpe (la poetessa Maria Luisa Spaziani), che rappresenta un amore più terreno e sensuale.
Il pessimismo e la memoria: La constatazione della fine della civiltà umanistica e il tentativo di trovare una via di fuga o una testimonianza di dignità morale attraverso la poesia.
Pubblicata nel 1956, l’opera si colloca in un momento cruciale del Novecento italiano. Segue a distanza di anni Ossi di seppia (1925) e Le occasioni (1939).
Mentre l’Italia del dopoguerra era dominata dal Neorealismo e dall’impegno politico ideologico (marxista o cattolico), Montale si distacca da entrambe le fazioni. Con La bufera, il poeta esprime la sua totale disillusione nei confronti della società di massa e del panorama politico post-bellico, rifiutando le facili retoriche e anticipando la svolta più ironica e prosastica che caratterizzerà la sua produzione successiva (come Satura).





