LA BATTAGLIA DI TRIPOLI
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- Si tratta di una raccolta — in prosa “lirica” / “futurista” / “reportage poetico” — che documenta gli eventi bellici della battaglia per la conquista di Tripoli (26 ottobre 1911), durante la guerra italo-turca. L’opera fu originariamente pubblicata a puntate sul giornale francese L’Intransigeant fra il 25 e il 31 dicembre 1911, quando Marinetti era corrispondente di guerra. Il volume del 1912 è la prima raccolta in libro dei testi pubblicati e include la traduzione italiana. Nelle edizioni delle Edizioni Futuriste di “Poesia” si aggiungono anche altri testi: fra cui il manifesto “Per la guerra, sola igiene del mondo e sola morale educatrice” e, in alcune versioni, “Risposte alle frottole turche”. Il ricavato della prima edizione (Padova 1912) era destinato a beneficio delle famiglie dei morti e feriti della guerra. Questo libro rappresenta uno dei primi esempi di “letteratura di guerra” futurista, con uno stile che combina cronaca, lirismo e sperimentazione stilistica (anticipando lo spirito del movimento futurista). L’opera testimonia il coinvolgimento di Marinetti come corrispondente di guerra, e la sua attenzione non tanto a una narrazione storica “oggettiva”, quanto a una esperienza poetica della guerra: “quadri futuristi” che vogliono trasmettere sensazioni, impressioni, il caos e la violenza del combattimento. Il fatto che la prima edizione fosse destinata a beneficio delle famiglie delle vittime rende il libro anche un documento di solidarietà civile e sociale legato alla memoria della guerra. Dal punto di vista storico-letterario, l’opera è significativa perché coniuga reportage, propaganda patriottica, esperimento poetico: riflette le contraddizioni e le aspirazioni culturali dell’Italia degli anni 1910–1912, appena prima dell’esplosione del movimento futurista nella sua forma più nota.







