I BORGHESI STANCHI
- Il libro è una raccolta di scritti, riflessioni e fulminanti aforismi che passano al setaccio l’Italia del dopoguerra. Longanesi analizza con occhio cinico e disincantato la decadenza della borghesia italiana, rea di aver perso i propri valori per inseguire un conformismo pigro e un benessere privo di spessore morale. È un’opera intrisa di “nostalgia del futuro”, dove l’autore critica sia il fascismo (da lui vissuto e poi rinnegato con sarcasmo) sia la nuova democrazia inconcludente.
L’edizione Rusconi degli anni ’70 è caratterizzata da una veste grafica sobria ma elegante. Tipicamente:
- In copertina: Spesso compare un ritratto di Longanesi o una delle sue celebri vignette/disegni lineari.
- Interni: Il testo è arricchito da schizzi dello stesso Longanesi, che era anche un raffinato illustratore e grafico. Le sue immagini sono famose per il tratto sottile e la capacità di ridicolizzare il “tipo italiano” con pochi segni.
Longanesi è stato l’inventore del giornalismo moderno in Italia (fondatore de Il Selvaggio e L’Europeo). I borghesi stanchi si colloca nel filone della critica al carattere degli italiani.
L’opera riflette il clima di un’Italia che stava cambiando pelle: dal mondo rurale e provinciale a quello dei consumi di massa. Per Longanesi, il borghese non è più una classe sociale propulsiva, ma un individuo “stanco”, privo di coraggio intellettuale e pronto a piegarsi a ogni nuova bandiera pur di non perdere la propria comodità.
Nell’edizione originale Rusconi (1973), il volume contiene una selezione mirata di disegni e vignette dell’autore, ma non è un albo illustrato.
Nello specifico:
- Sono presenti 32 tavole fuori testo.
- Si tratta di riproduzioni di disegni a china, schizzi e vignette satiriche che Longanesi realizzò nel corso della sua carriera.
Queste immagini non hanno solo uno scopo decorativo, ma fungono da “commento visivo” ai testi: mentre le parole colpiscono la borghesia con il sarcasmo, i disegni ne ridicolizzano la fisionomia, i vestiti e le pose goffe.
Leo Longanesi non era solo uno scrittore, ma un grafico d’avanguardia (fu lui a inventare il formato dei libri “Longanesi” che conosciamo ancora oggi). I suoi disegni sono caratterizzati da:
- Tratto essenziale: Pochi segni per definire un carattere.
- Gusto déco e d’epoca: Molti disegni richiamano lo stile degli anni ’20 e ’30, creando un contrasto nostalgico con la “stanchezza” dei borghesi descritti nel testo.
- “L’italiano è un popolo che quando c’è una catastrofe si mette a pulire le scarpe.” — Uno dei temi portanti del pensiero longanesiano presente nel volume.





























