GLI ELEMENTI DELL’ARCHITETT URA FUNZIONALE
- L’edizione originale del 1932 di Gli elementi dell’architettura funzionale è davvero notevole: si tratta di un volume raro e prezioso, sia per la storia dell’architettura moderna sia per il collezionismo librario.
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- sancisce il passaggio da un razionalismo intuitivo e sperimentale a una teorizzazione organica;
- stabilisce un collegamento diretto tra l’avanguardia italiana e il Movimento Moderno internazionale;
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- Introduzione teorica – Sartoris espone i principi dell’architettura funzionale: economia, semplicità, proporzione, rapporto tra forma e funzione.
- Prefazione di Le Corbusier – un testo breve ma molto significativo, in cui Le Corbusier riconosce in Sartoris uno dei primi a comprendere la portata “morale” e non solo estetica della nuova architettura.
- Parte illustrata – ampia documentazione di opere di architetti internazionali (tra cui Le Corbusier, Gropius, Mendelsohn, Terragni, Figini e Pollini, ecc.).
- Apparato comparativo – tavole che mostrano soluzioni tecniche e tipologiche per diversi tipi di edifici (case, fabbriche, scuole, chiese, ecc.)anticipa il ruolo del libro come strumento di divulgazione e standardizzazione del linguaggio moderno.L’opera nasce come “manuale–manifesto” del razionalismo architettonico, organizzato in forma sistematica, quasi da catalogo enciclopedico.La struttura si compone di:
- È la prima sistemazione organica del razionalismo architettonico in Italia e una delle prime al mondo.
- Fu presentata come “Atlante del Movimento Moderno”, anticipando in parte lo spirito del CIAM (Congrès Internationaux d’Architecture Moderne).
- Il libro ebbe una forte influenza su architetti come Terragni, Lingeri, Figini e Pollini, e contribuì alla definizione del linguaggio architettonico razionalista in Italia.
- Rappresenta una testimonianza diretta della fase eroica dell’architettura moderna, prima della politicizzazione e delle reinterpretazioni successive del dopoguerra.
L’edizione 1932 è oggi molto ricercata da collezionisti, biblioteche di architettura e musei.
Sintesi critica – Alberto Sartoris, Gli elementi dell’architettura funzionale (1932)
Nel 1932 il dibattito sull’architettura moderna è in pieno fermento: si afferma il Movimento Razionalista, in dialogo con le esperienze europee del Bauhaus (Gropius), del Neoplasticismo olandese, del Costruttivismo russo, e soprattutto con il pensiero di Le Corbusier.
In Italia, il razionalismo stava allora emergendo come corrente autonoma, promossa dal Gruppo 7 e dal MIAR (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale).
In questo clima, Alberto Sartoris — architetto svizzero legato agli ambienti italiani — pubblica Gli elementi dell’architettura funzionale, un testo che si pone come il primo tentativo sistematico di definire la teoria e la pratica dell’architettura moderna.
Intenzione e struttura dell’opera
Il libro non è un trattato teorico tradizionale, ma un atlante ragionato: una raccolta di esempi, piante, fotografie e schemi organizzati in modo logico, che mira a mostrare l’unità dei principi del moderno attraverso la varietà delle realizzazioni contemporanee.
L’impostazione è enciclopedica, quasi “scientifica”: Sartoris intende costruire un “vocabolario” dell’architettura funzionale. Ogni opera è analizzata non per il suo stile, ma per la relazione coerente tra funzione, struttura e forma.
Prefazione di Le Corbusier
La breve ma incisiva prefazione di Le Corbusier ha un valore simbolico e teorico.
Egli riconosce in Sartoris uno dei primi architetti capaci di cogliere la “morale” dell’architettura nuova: non un formalismo, ma un metodo per costruire in armonia con la vita moderna, con la tecnica e con i bisogni sociali.
Le Corbusier invita a considerare la funzionalità come principio etico oltre che tecnico, fondamento di una nuova civiltà architettonica.
Temi e principi fondamentali
Nel corpo del testo Sartoris delinea i cardini dell’architettura funzionale:
- Funzione come origine della forma: l’architettura non nasce da stili, ma dalle necessità reali dell’uomo e della società moderna.
- Semplicità e chiarezza costruttiva: ogni elemento deve essere essenziale, leggibile, privo di decorazioni superflue.
- Nuovi materiali e tecniche: cemento armato, vetro e acciaio come strumenti di libertà compositiva.
- Ordine geometrico e proporzione: la razionalità non nega l’armonia, ma la rifonda su basi matematiche e strutturali.
- Universalità del linguaggio architettonico moderno: il libro mostra opere di tutto il mondo, affermando che l’architettura razionale è un linguaggio internazionale, non nazionale.
Sartoris parla spesso di “architettura come scienza morale”, in cui la funzione è al servizio dell’uomo e della collettività.
In questo senso, l’autore va oltre il funzionalismo tecnico per delineare un umanesimo moderno.
Carattere visuale e sistematico
L’apparato iconografico è centrale: più di 400 immagini, tavole e piante illustrano edifici di Le Corbusier, Gropius, Mies van der Rohe, Mendelsohn, Terragni, Figini e Pollini, ecc.
Ogni immagine è parte di un sistema comparativo — una sorta di atlante morfologico che anticipa l’approccio didattico dei CIAM e la successiva “Enciclopedia dell’architettura moderna” che Sartoris svilupperà nelle edizioni successive (1935 e 1941).
Significato critico e influenza
L’edizione del 1932 segna un punto di svolta nella riflessione architettonica italiana:
Il testo diventa presto un riferimento per i giovani architetti razionalisti, anche se verrà poi superato dalle esperienze più radicali degli anni successivi.
La sua forza non è tanto nella novità delle teorie, quanto nella chiarezza con cui organizza e visualizza il pensiero moderno.
Valutazione complessiva
Gli elementi dell’architettura funzionale (1932) è un documento essenziale per comprendere il razionalismo come fenomeno culturale e morale, prima ancora che estetico.
Sartoris riesce a dare al Movimento Moderno una forma enciclopedica e pedagogica, ponendo le basi per una didattica dell’architettura fondata sul metodo e non sullo stile.
L’opera riflette un momento di fiducia nel progresso, nella tecnica e nella possibilità di una “architettura universale”, segnata da ordine, chiarezza e misura.






















