DIZIONARIO DI ARCHITETTURA CIVILE
- Il dizionario non si limita alla pura teoria estetica, ma funge da manuale pratico e teorico. Gli argomenti principali includono; terminologia tecnica: Definizione rigorosa degli elementi costruttivi (capitelli, trabeazioni, volte); materiali da costruzione: Analisi di pietre, tufi, legnami e malte, con un occhio di riguardo alle risorse del Regno delle Due Sicilie; pratica di cantiere: Metodi di misurazione, stime e norme per la direzione dei lavori; storia e Stili: Richiami agli ordini classici reinterpretati secondo il gusto neoclassico e i primi accenni di eclettismo.
Nel 1844, l’Italia (e Napoli in particolare, dove Romano operava) viveva un fermento culturale ed edilizio notevole.
- Neoclassicismo Tardivo: L’opera si inserisce nel solco della tradizione classica, ma sente l’esigenza di una razionalizzazione scientifica.
- L’Architetto-Editore: Enrico Romano fu una figura poliedrica. In quel periodo, la diffusione del sapere non era più affidata solo ai grandi trattati per l’élite, ma a dizionari e manuali “tascabili” pensati per la nuova classe di professionisti, periti e capomastri.
- Utilitarismo: C’è un forte accento sulla “civiltà” dell’architettura: costruire bene per migliorare la vita sociale e l’igiene urbana.
Il mercato del libro antico valuta quest’opera in base allo stato di conservazione e alla presenza delle tavole.
Romano attingeva a fonti francesi (come il celebre Quatremère de Quincy), ma adattava i contenuti alle normative e alle consuetudini tecniche locali, rendendo il suo dizionario un pezzo di storia “viva” dell’ingegneria e dell’architettura meridionale.




























