ARITHMETICA UNIVERSALE SIVE DE COMPOSITIONE ET RESOLUTIONE ARITHMETICA LIBER
L’edizione del 1732 dell’Arithmetica Universalis è un volume di grande valore storico e collezionistico. Sebbene non sia la prima edizione assoluta (che uscì nel 1707), è considerata una delle migliori versioni “di pregio” mai stampate, fondamentale per la diffusione del pensiero di Newton nel continente europeo.
Il libro raccoglie le lezioni tenute da Newton a Cambridge. Non è un semplice manuale di aritmetica, ma un trattato avanzato che fonde algebra e geometria, Notazione Algebrica: Modernizzazione dei simboli e delle operazioni fondamentali – Risoluzione delle Equazioni: Metodi per trovare le radici delle equazioni (comprese le famose “Identità di Newton”) – Geometria Analitica: La traduzione di problemi geometrici complessi in equazioni algebriche (seguendo l’eredità di Cartesio, ma superandola) – Radici Immaginarie: Uno dei contributi più originali di Newton riguarda la determinazione del numero di radici immaginarie in un’equazione – Appendici: Questa edizione del 1732 include scritti aggiuntivi di altri grandi matematici come Halley, de Moivre e Maclaurin, rendendola una sorta di compendio dell’algebra dell’epoca.
Newton morì nel 1727, eppure il suo nome campeggia su edizioni pubblicate anni dopo. Non si tratta di un errore o di un falso, ma di una storia editoriale piuttosto movimentata (e un po’ burrascosa).
Ecco perché il libro risulta a suo nome nonostante fosse già morto:
- La pubblicazione originale era anonima
Newton scrisse le lezioni che compongono l’Arithmetica Universalis tra il 1673 e il 1683, mentre era Lucasian Professor a Cambridge. Tuttavia, non aveva fretta di pubblicarle. Fu il suo successore, William Whiston, a curare la prima edizione nel 1707. Newton diede il permesso con riluttanza e, curiosamente, impose che il suo nome non apparisse sul frontespizio.
- Il successo postumo e le edizioni del 1732
L’edizione del 1732 è una delle versioni postume più celebri, curata da Willem Jacob ‘s Gravesande. A quel punto, Newton era già una leggenda internazionale.
- Diritto d’autore: All’epoca non esisteva il copyright moderno. Una volta che un manoscritto era pubblico o nelle mani di un editore, poteva essere ristampato.
- Prestigio: Gli editori avevano tutto l’interesse a scrivere “Auctor Isacco Newton” a caratteri cubitali per garantire il successo commerciale dell’opera.
- Newton non amava questo libro
C’è un dettaglio quasi ironico: Newton pare non fosse affatto soddisfatto dell’edizione curata da Whiston nel 1707, al punto che si dice abbia considerato di acquistarne tutte le copie per distruggerle. Nonostante il suo disappunto, il libro divenne un testo fondamentale per l’insegnamento dell’algebra in Europa per tutto il XVIII secolo.
Cosa contiene l’opera?
In questo trattato, Newton non si limita ai calcoli elementari, ma espande i confini dell’algebra applicata alla geometria.
Tra i contributi più importanti presenti nel libro troviamo:
- La Regola dei Segni di Newton: Per determinare il numero di radici immaginarie di un polinomio.
- Le Identità di Newton: Formule che mettono in relazione le somme delle potenze delle radici di un polinomio con i suoi coefficienti.
- L’integrazione tra Algebra e Geometria: Come risolvere problemi geometrici complessi trasformandoli in equazioni algebriche.
In sintesi, l’edizione del 1732 è una celebrazione postuma del suo lavoro, curata da scienziati che volevano rendere omaggio (e rendere accessibile) il genio del maestro ormai scomparso.
Sapevi che Newton era così geloso delle sue scoperte da aver aspettato decenni prima di pubblicare anche i suoi lavori sul calcolo infinitesimale?













