PRINCIPI DI SCIENZA NUOVA
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Anno di pubblicazione: 1853
La Scienza Nuova fu pubblicata per la prima volta nel 1725, poi profondamente rielaborata nel 1730 e infine nella celebre edizione postuma del 1744 (“Scienza Nuova terza”). Vico si opponeva al razionalismo cartesiano imperante, sostenendo che l’uomo può conoscere pienamente solo ciò che egli stesso crea (il principio del verum ipsum factum): quindi non la natura (creata da Dio), ma la storia e le istituzioni umane. Questa edizione (1853) specifica stampa milanese rientra nel periodo del Risorgimento italiano. A metà dell’Ottocento si registrò una forte riscoperta di Vico, promosso da intellettuali e patrioti (come Vincenzo Gioberti e la corrente del Neoguelfismo) che vedevano nella sua filosofia della storia le radici dell’identità culturale e nazionale italiana. Giambattista Vico è considerato uno dei più grandi pensatori dell’Età Moderna e un precursore della filosofia della storia, della sociologia e dell’antropologia culturale.
- L’opera propone una “storia ideale eterna” su cui scorrono nel tempo le storie di tutte le nazioni.
Gli argomenti chiave comprendono:
- La teoria dei corsi e ricorsi storici: L’evoluzione delle civiltà attraverso tre età fondamentali:
L’Età degli Dei: dominata dai sensi, dalla religione, dalla paura del divino e da governi teocratici.
L’Età degli Eroi: dominata dall’immaginazione, dalla poesia e da governi aristocratici (i forti che
proteggono i deboli).
L’Età degli Uomini: dominata dalla ragione, dalle leggi, dall’uguaglianza e da governi democratici
o monarchici.
- La sapienza poetica: La scoperta che i primi uomini ragionavano attraverso miti, simboli e poemi
(come i poemi omerici) e non tramite concetti astratti.
- La Provvidenza divina: La forza immanente che guida la storia umana convertendo le passioni
individuali e l’egoismo in un ordine sociale e civile.















