fbpx

Oppenheimer, l’uomo e lo scienziato

Julius Robert Oppenheimer è nato il 22 aprile 1904 a New York e morto il 18 febbraio 1967 a Princeton, è stato uno dei fisici teorici più importanti del XX secolo, noto principalmente per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo della bomba atomica durante il Progetto Manhattan all’epoca della Seconda Guerra Mondiale.

Il Progetto Manhattan non fu altro che una parentesi di una vita dedicata alla scienza e alla politica. Fu uno studioso brillante che contribuì a scrivere tutto quello che ancora oggi sappiamo nell’ambito della fisica nucleare.

Fu anche un uomo intelligente che partecipò attivamente alla politica della sua terra. Ma soprattutto fu uno scienziato con grandi doti di introspettività, qualità che gli permise di riconoscere, dolorosamente, il suo ruolo nella devastazione delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki a causa delle bombe atomiche sganciate dagli americani.

Gli anni di studio di Oppenheimer

Oppenheimer frequentò la scuola New York Society for Ethical Culture, dedicandosi allo studio della chimica con un insegnante privato già al terzo anno.

Entrato nel 1922 ad Harvard con l’intenzione di proseguire gli studi proprio in quest’ambito, l’anno dopo cambio indirizzo, iscrivendosi a fisica dove il suo mentore fu il futuro premio Nobel Percy W. Bridgman. Prosegui gli studi all’Università di Cambridge nel laboratorio Cavendish diretto da un altro nome che avrebbe fatto la storia della fisica nel ‘900: Ernest Rutherford.

Nel 1925 conseguì la laurea ad Harvard cum laude e lavorò per qualche tempo a Cambridge come studente ricercatore nel laboratorio di Joseph Thompson. Continuò le sue ricerche in numerosi centri di fisica europei come Leida, Gottinga e Zurigo.

Nel 1926 decise di proseguire gli studi e nel 1927 conseguì il dottorato presso l’Università Georg-August di Gottinga in Germania.

Dal 1927 fino al 1942, anno del suo coinvolgimento nel Progetto Manhattan, Oppenheimer strinse numerose amicizie con colleghi fisici e partecipo a diversi dibattiti scientifici come quello sulla teoria di Dirac. Fu anche titolare di diverse cattedre in prestigiose università sia in America che in Europa e, nello stesso, periodo pubblicò diversi studi con personalità scientifiche dell’epoca come Born e Wolfgang Pauli.

Il ruolo di Oppenheimer nel Progetto Manhattan

Tutte le conoscenze che fece in questi anni gli permisero poi di tirare su una squadra composta da menti fisiche eccelse quando nel 1942 fu chiamato dal governo degli Stati Uniti d’America a dirigere il Progetto Manhattan, un programma segreto degli Stati Uniti per sviluppare la bomba atomica.

a partire dalle idee di Enrico Fermi e Leo Szilard.

Sotto la sua direzione, il progetto portò allo sviluppo del primo vero e proprio ordigno nucleare, che fu fatto esplodere nel deserto del New Mexico il 16 luglio del 1945 e, solo dopo 20 giorni, altri due furono lanciati sulle due città giapponesi Hiroshima e Nagasaki, ponendo fine alla seconda guerra mondiale.

Il riconoscimento della responsabilità del mondo scientifico nella distruzione delle due città giapponesi, Oppenheimer lo espresse la prima volta già dopo l’esplosione della bomba di Hiroshima, quando affermò sconsolato che I fisici hanno conosciuto il peccato.

Le posizioni di Oppenheimer dopo la guerra

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Oppenheimer fu coinvolto nella promozione del controllo delle armi nucleari ed espresse preoccupazioni sull’uso continuato delle armi atomiche. Come presidente del Comitato Consultivo della Commissione per l’Energia Atomica, si oppose alla costruzione della bomba all’idrogeno, posizione che lo portò ad avere conflitti con il governo degli Stati Uniti Fino a che, nel 1954, perse l’accesso alle informazioni segrete sulle armi nucleari.

Tale decisione fu ribaltata in pochi mesi grazie all’opposizione della comunità scientifica che, con a capo Einstein, insorse contro questa decisione.

Dopo questa umiliazione, la riabilitazione avvenne con una conferenza dal titolo “Prospettive nelle arti e nelle scienze” all’interno del programma radiofonico del Bicentenario dell’Università di Columbia, intitolato “Il diritto dell’uomo alla conoscenza”. Durante questo evento delineò la sua filosofia e le sue idee sul ruolo della scienza nel mondo moderno. Questo, insieme alla fondazione della Academy of Art and Science con i colleghi Albert Einstein, Bertrand Russell, Józef Rotblat e ad altri eminenti scienziati e accademici denota quanto Oppenheimer fosse sempre più preoccupato per il pericolo potenziale che le invenzioni scientifiche potessero rappresentare per l’umanità.

Le sue idee scientifiche, politiche ed etiche gli valsero tanti riconoscimenti ma anche tanti bocconi amari. Fu persino privato del potere politico in patria, che riottenne solo grazie al presidente John F. Kennedy nel 1963 con l’assegnazione del premio l’Enrico Fermi Award.

A causa dell’assassinio di Kennedy, il premio gli fu consegnato dal suo successore Lyndon Johnson per i contributi alla fisica teorica, come insegnante e ideatore e per la leadership del Laboratorio di Los Alamos e del programma di energia atomica durante gli anni critici. Durante la cerimonia Oppenheimer disse a Johnson: “Credo, signor Presidente, che per fare questo gesto oggi ci siano volute un po’ di carità e un po’ di coraggio.”

Noto per essere un fumatore accanito, morì nel 1967 nella sua casa di Princeton a causa di un tumore alla gola probabilmente causato dal suo vizio per il fumo.

La tecnica e la scienza in guerra

Le guerre sono sempre state un momento per sperimentare tecnologie e incentivare il progresso negli ambiti più disparati: dalla fisica alla meccanica alle opere di ingegneria.

La Rivista Militare ha raccolto e suddiviso per epoche storiche le innovazioni che hanno contribuito alla storia: nate in guerra e per la guerra per poi diventare d’uso comune. Tale raccolta prende il nome di Techne e si presente come un interessante studio di come l’avanzamento tecnologico si accompagni all’evoluzione delle infrastrutture sociali.

Per ricevere ogni settimana le novità sui prodotti, le iniziative e gli sconti dell’Armadillo Editore, iscriviti alla nostra newsletter: