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La Battaglia di Valmy: Il Punto di Svolta della Rivoluzione Francese

La Battaglia di Valmy, combattuta il 20 settembre 1792, è uno dei momenti cruciali nella storia della Rivoluzione Francese in quanto fu la prima importante vittoria della Francia rivoluzionaria nella guerra contro la Prima coalizione costituita dall’alleanza fra la maggior parte delle Monarchie europee all’epoca dell’Ancien Régime, tra cui l’Austria e la Prussia.

Questo scontro militare tra le forze francesi e le altre monarchie europee non solo ha influenzato profondamente gli eventi in Francia, ma ha anche avuto un impatto significativo sulla politica europea dell’epoca.

Come iniziò la Battaglia di Valmy

All’inizio del 1792, la Rivoluzione Francese stava attraversando una fase tumultuosa: la Francia era in guerra con numerose nazioni europee, che temevano la diffusione delle idee rivoluzionarie.

Il 20 aprile dello stesso anno, la Francia dichiarò guerra all’Austria che vide presto arrivare in suo soccorso l’esercito prussiano. Il 18 Agosto del 1972, sotto il comando del duca prussiano Carlo Guglielmo Ferdinando di Brunswick-Wolfenbüttel, si riunì un’armata di circa 150 mila uomini provenienti da Austria, Prussia e Assia, più altri 20 mila volontari francesi che erano sostenitori della monarchia ed erano migrati a seguito di eventi rivoluzionari, i cosiddetti émigré.

Il 2 settembre, l’esercito così composto si impadronì della città di Verdun grazie all’azione valorosa di Brunswick e 80 mila dei suoi uomini e anche grazie al fatto che, poco prima, il generale austriaco Carlo Giuseppe conte di Clerfait interruppe le linee di comunicazione francesi fra Longwy e Montmédy. L’occupazione avvenne «in nome del Re di Francia».

A questo punto, gli uomini della Coalizione, si sentirono abbastanza ottimisti da decidere di marciare direttamente sotto Parigi a seguito dell’ordine del Re di Prussia: la situazione si era fatta particolarmente critica per la giovane Repubblica Francese.

La Battaglia di Valmy

La Battaglia di Valmy iniziò (e si concluse) il 20 settembre del 1792 con il suono dei cannoni da parte degli alleati capeggiati da Brunswick che attaccarono le truppe francesi di guidate dai generali Dumouriez e Kellermann.

La battaglia prese il nome dal luogo dove si tenne, ossia nei pressi del villaggio di Valmy, nella regione della Champagne. Nonostante la superiorità numerica prussiana, i francesi offrirono una determinata resistenza visto che, dopo ore passate a suon di cannonate, l’artiglieria alleata non era riuscita a disperdere le forse francesi.

A quel punto, Brunswick tentò un attacco combinato con due colonne di fanteria appoggiate dalla cavalleria e raddoppio il ritmo delle cannonate. Questo non servì se non a dare una maggiore carica ai francesi che, spronati al combattimento da Kellermann, ripresero con entusiasmo la battaglia intensificando anch’essi il fuoco.

Uno degli elementi chiave nel tenere alto l’umore dei francesi fu il fatto che il loro generale Kellermann condusse personalmente un attacco alla baionetta contro le due colonne nemiche al grido di: “Ils ne passeront pas!” (“Non passeranno!”). Questa affermazione è diventata un simbolo di resistenza e determinazione durante la Rivoluzione Francese.

Il Duca di Brunswick rimase scioccato da tanta determinazione e fece ritirare le due colonne di fanteria continuando tuttavia l’attacco con i cannoni. La fanteria degli alleati tentò un secondo attacco dopo il tramonto ma i francesi sembravano talmente determinati a tenere la posizione che l’esercito alleato si ritirò, decretando la vittoria delle truppe rivoluzionarie.

In effetti, la battaglia si concluse senza una vittoria schiacciante da parte di nessuna delle due fazioni, ma l’esercito prussiano si ritirò. Questo fu un risultato significativo poiché fermò l’avanzata delle forze straniere verso Parigi e diede ai rivoluzionari francesi un nuovo slancio.

Dumouriez avrebbe potuto approfittare della situazione e inseguire il nemico ma, per vari motivi, preferì dare inizio ai negoziati con Federico Guglielmo II di Prussia per cercare di fargli prendere le distanze Austria sua alleata. Questa manovra costò cara a Dumouriez, dopo la sconfitta si Neerwinden, venne accusato di un tentativo di tradimento.

Considerazioni sui due fronti nella battaglia di Valmy

Gli elementi che concorsero alla causa francese furono principalmente 3:

  1. L’artiglieria che era stata rimodernata già prima della rivoluzione dal generale Gribeauval;
  2. L’umore delle truppe, tenuto alto dal generale Kellermann;
  3. La stanchezza e la debilitazione delle truppe alleate a causa di una epidemia di dissenteria causata da una cattiva alimentazione dovuta alle difficoltà di approvvigionamento.

La perdita di vite umane fu abbastanza contenuta: i francesi contarono circa 300 morti, contro i 184 delle truppe avversarie.

L’impatto sulla Rivoluzione Francese e sull’Europa

La Battaglia di Valmy non ebbe un gran valore dal punto di cista militare ma ebbe un impatto psicologico profondo sui sostenitori della Rivoluzione Francese. Rafforzò il morale dei rivoluzionari e consolidò il governo repubblicano. Inoltre, dimostrò che l’esercito francese indisciplinato, con poca o nessuna esperienza militare detti successivamente e anche in inferiorità numerica poteva resistere alle forze congiunte di due grandi potenze come Austria e Prussia, aumentando così la fiducia nella Repubblica. In seguito, gli uomini che parteciparono alla Battaglia di Valmy vennero anche soprannominati «gli straccioni di Valmy».

D’altro canto, la ritirata repentina dell’esercito austro-prussiano gettò un ombra sulle abilità dei comandanti dell’esercito alleato. Solo successivamente venne alla luce che, il rientro in patria delle truppe della coalizione era parte di un accordo firmato il mese prima in segreto da Federico Guglielmo II di Prussia con la Russia (alle spalle dell’Austria) per la spartizione della Polonia.

A livello europeo, la battaglia ebbe un effetto simbolico. Molte nazioni europee avevano osservato con preoccupazione gli eventi in Francia e avevano pianificato di intervenire per restaurare la monarchia. La resistenza francese a Valmy inviò un messaggio chiaro: la Rivoluzione era pronta a difendersi.

Conclusioni

La Battaglia di Valmy è stata un momento di svolta nella storia della Rivoluzione Francese e ha avuto un impatto significativo sulla politica europea del tempo. Oggi, Valmy è ricordata come un simbolo di resistenza e determinazione contro le forze avverse. La sua importanza storica e il suo significato nella Rivoluzione Francese rimangono intramontabili: Valmy legittimò la nuova Francia. Con la Battaglia di Valmy «finì il vecchio mondo ed iniziò una nuova era», come disse il poeta tedesco Goethe, che combatté per la causa prussiana.

Libri sulla Rivoluzione Francese e la Battaglia di Valmy

Uno dei testi più completi sul tema della Rivoluzione Francese con un punto di vista prettamente militare è Il pensiero militare e navale italiano dalla rivoluzione francese alla prima guerra mondiale (1789-1915) in 4 volume, l’ennesima opera dell’illustre storico italiano Ferruccio Botti.

 

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