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Arma dei Carabinieri, Resistenza e Guerra di Liberazione

L’Arma dei Carabinieri è intervenuta durante diverse campagne di guerra, inclusi i fatti d’armi di Grenoble del 1815 e i moti di Torino del 1821, tuttavia, l’importanza del contributo dei Carabinieri durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione, richiede una trattazione specifica.

Costituzione del Comando Carabinieri dell’Italia Meridionale

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu costituito il Comando Carabinieri dell’Italia Meridionale a Bari, che in seguito divenne il Comando dell’Arma dei Carabinieri dell’Italia Liberata. Questo comando supervisionava le Legioni di Bari, Cagliari, Catanzaro e Napoli. Nel frattempo, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri fu ufficialmente ricostituito a Roma il 20 luglio 1944.

Durante questo periodo, l’Arma dei Carabinieri affrontò uno dei periodi più difficili e al tempo stesso esaltanti della sua storia. Sebbene duramente provati dalla lunga guerra precedente, i Carabinieri trassero ispirazione dalle loro antiche virtù militari per impegnarsi nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione.

Inoltre, numerose formazioni di Carabinieri, animati da uno spirito nobile e guerriero, contribuirono in modo significativo alla lotta contro le forze nazi-fasciste.

Resistenza e Guerra di Liberazione

L’opera dell’Arma dei Carabinieri nella Resistenza fu costellata da atti di abnegazione e dedizione al dovere: furono molti i Carabinieri che persero la vita in questa lotta. Lotta che ebbe inizio l’8 settembre del 1943.

Inizialmente, per difendere la Capitale dall’attacco di due Divisioni tedesche, fu impiegato il II Battaglione Allievi Carabinieri per passare poi al Gruppo Squadroni Carabinieri Pastrengo: grazie all’azione dei Carabinieri, le truppe nemiche furono costrette a ripiegare.

Nello stesso momento i componenti dell’Arma dei Carabinieri che fino a quel momento si erano battuti in Balcania insieme all’Esercito, si riorganizzarono nel Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri, comandato dal generale Filippo Caruso, per dare man forte ai compagni nella lotta nella capitale dove i tedeschi avevano violato l’accordo secondo il quale Roma era stata dichiarata città aperta.

Numerosi Carabinieri si distinsero per il loro coraggio e il loro sacrificio in varie regioni d’Italia. L’azione dell’Arma dei Carabinieri partigiani comprendeva anche la costituzione di formazioni clandestine, l’attacco alle forze tedesche e la fornitura di informazioni alle forze alleate.

La difesa della capitale continuò finche, il 7 ottobre del 1943, il comando germanico sciolse i suoi reparti e li trasferì nel territorio del Reich.

La tragedia delle Fosse Ardeatine

L’opera dei Carabinieri nella resistenza continuò senza sosta fino alla metà del 1944 quando, il 23 Marzo il GAP (Gruppo di Azione Partigiana) fece esplodere un ordigno a Roma in Via Rassella, uccidendo 33 militari tedeschi.

A seguito di questo evento, Hitler ordinò la fucilazione di 10 italiani per ogni tedesco ucciso: l’eccidio avvenne il giorno successivo alle Fosse Ardeatine e, tra le vittime, si contano ben dodici militari appartenenti all’Arma dei carabinieri, tutti appartenenti al Fronte Clandestino della Resistenza:

  1. Tenente colonnello Giovanni Frignani;
  2. Tenente colonnello Manfredi Talamo;
  3. Maggiore Ugo De Carolis;
  4. Capitano Raffaele Aversa;
  5. Tenente Genserico Fontana;
  6. Tenente Romeo Rodriguez Pereira;
  7. Maresciallo d’alloggio Francesco Pepicelli;
  8. Brigadiere Candido Manca;
  9. Brigadiere Gerardo Sergi;
  10. Corazziere Calcedonio Giordano;
  11. Carabiniere Augusto Renzini;
  12. Carabiniere Gaetano Forte.

Alla loro Memoria venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

La Liberazione dall’occupazione tedesca

Alla fine del periodo di Resistenza, i Carabinieri parteciparono alle operazioni che portarono alla liberazione di numerose città italiane dall’occupazione tedesca. La loro azione fu fondamentale per la riuscita della Liberazione.

In previsione della liberazione di Roma da parte della V Armata americana nel maggio 1944, il generale Caruso e il suo Fronte Clandestino avevano anche pianificato il ripristino delle Stazioni dell’Arma nella Capitale. Tuttavia, il generale Caruso cadde il 29 maggio in un agguato organizzato dalla polizia nazista. L’ufficiale fu brutalmente ucciso dopo aver subito gravi torture insieme al Generale Caruso nel tentativo infruttuoso di ottenere informazioni da loro.

Tuttavia, il 4 giugno, mentre le truppe americane si avvicinavano a Roma, il generale Caruso riuscì a evadere dalla prigione di via Tasso e riprese il comando del Fronte portando le azioni dell’Arma dei Carabinieri in vista della Liberazione. Liberazione che avvenne proprio quel giorno quando i Carabinieri del Contingente R. sotto il comando del tenente colonnello Carlo Perinetti entrarono in città.

Il generale Caruso fu successivamente decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo ruolo come animatore del Fronte.

Le Medaglie d’Oro al Valor Militare all’Arma dei Carabinieri

L’estate del 1944 vide impegnati i Carabinieri nella Resistenza in diverse regioni dove molti di loro sacrificando la vita. Alcuni furono decorati postumi con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Inoltre, episodi come il sacrificio dei martiri di Fiesole che affrontarono il plotone d’esecuzione nazista per salvare ostaggi innocenti, rimasero nella memoria.

Durante questo periodo molti Carabinieri finirono in prigione e subirono violenze da parte dei nazisti. Fra quelli che sopravvissero, la maggior parte aveva subìto torture di ogni genere come il brigadiere dei Carabinieri Angelo Joppi, che era sottostato a 90 giorni di sevizie e che ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare per le sue imprese come membro del Fronte prima della cattura.

Un altro esempio è quello del tenente Luigi Giarnieri che in Veneto, al comando della Compagnia Carabinieri Partigiani, svolse un ruolo cruciale contro le unità tedesche durante gli intensi combattimenti intorno al Monte Grappa: nonostante le avverse condizioni, i Carabinieri combatterono con coraggio, ma il tenente Giarnieri fu fatto prigioniero dai tedeschi e subì torture inumane prima di essere impiccato pubblicamente affinché la sua esecuzione servisse di monito a tutti i patrioti.

Qualche settimana più tardi, l’8 dicembre a Branova, in Slovacchia, il carabiniere Filippo Bonavitacola affrontò il plotone di esecuzione per non aver voluto calpestare gli alamari strappatigli dai nazisti. Rimarrà per sempre nella storia la frase da lui rivolta all’ufficiale che comandava il plotone di esecuzione che gli si era avvicinato per bendargli gli occhi: “Non occorre che mi bendiate gli occhi. Sparate“. Anche Bonavitocala fu decorato postumo alla Memoria con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il 26 gennaio dell’anno seguente, a Ciano d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, il carabiniere Domenico Bondi prese parte all’attacco di una colonna tedesca ma durante una azione isolata riuscì a tenere testa agli avversari per oltre due ore finché non esaurì le munizioni. A quel punto fu catturato e sottoposto a una serie di torture alla quali rispose sempre con una sola ed ostinata frase: “Sono un carabiniere, da me non saprete altro“. Il 26 gennaio cadde davanti al plotone di esecuzione e venne decorato della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

E così, la lista di uomini di valore arruolati fra le file dell’Arma dei Carabinieri potrebbe continuare a lungo, precisamente: 2.735 militari dell’Arma dei Carabinieri persero la vita e 6.521 furono feriti in venti mesi di lotta partigiana, rappresentando un coraggioso contributo alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione.

Calendario dell’Arma dei Carabinieri 2024

Per rendere omaggio alla storia, al coraggio e alle imprese che ogni giorno, da quando è stata costituita l’Arma dei Carabinieri, compiono tutti i suoi componenti, ogni anno dal 1928 viene promosso e venduto il Calendario Istituzionale dell’Arma dei Carabinieri.

All’appassionante storia del Calendario dei Carabinieri è stata dedicata una pagina sul sito dell’Arma e merita davvero di essere letta.

 

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